BRC Broken Agent

Standard BRC Agents and Brokers Servizi Broker

Lo standard BRC Agents and Brokers Global Standard esaurisce le richieste di tutela della sicurezza, qualità e  legalità dei prodotti alimentari, ed i connessi materiali di confezionamento, collocati nell’ambito della filiera nella posizione finale, quella della vendita, del brokers, export ,….

Questo standards appartenente alla schiera del British Retail Consortium BRC, è rivolto alle aziende che acquistano o “prendono il titolo di” prodotti per la rivendita a produttori, altri Standard BRC Agents and Brokersintermediari, dettaglianti o società di servizi alimentari, ma non direttamente al consumatore. Alle società che commerciano tra un produttore o un intermediario e i loro clienti, ma non possiedono o prendono il titolo di proprietà.

Alle aziende che facilitano lo spostamento di prodotti oltre i confini nazionali, importatori, esportatori, soddisfacendo i requisiti legali e doganali. Importatori ed esportatori possono anche essere agenti e / o intermediari.

Lo standard, giunto alla revisione 2,  si applica ai generi alimentari destinati al consumo umano ed animale ed ai materiali di confezionamento.

Vantaggi per l’organizzazione certificata standard BRC Agents and Brokers

I vantaggi per un’organizzazione certificata secondo questo standard sono molteplici, quello richiesto e  sempre più necessario per un’azienda di Brokeraggio è la possibilità di collegare, e  quindi qualificare, garantendo gli aspetti di sicurezza, qualità e  legalità dei prodotti, le aziende produttrici certificate secondo il Global Standards BRC Food, alle proprie realtà commerciali sfruttando tutte le facilitis di BRC.

Lo standard BRC Agents and Brokers, sviluppato da British Retailers indica i requisiti indispensabili per garantire la sicurezza alimentare applicando i principi HACCP (Hazard Analysis & Critical Control Points).

La certificazione BRC Agents and Brokers richiede:

  • L’adozione di un sistema analisi dei pericoli HACCP;
  • La realizzazione di un sistema di gestione qualità e  del suo miglioramento continuo;
  • La qualifica dei propri fornitori, anche appaltatori, per competenza, controlli della produzione a livello di procedure, prodotti, processi e personale dedicato, gestione dei parametri legali, della vulnerabilità e  della difesa del prodotto;
  • Stabilisce lo standard necessario per garantire che i dipendenti siano adeguatamente addestrati e istruiti e che siano competenti per svolgere le loro attività.

I vantaggi della Certificazione BRC per l’imballaggio degli alimenti

La filiera della sicurezza agroalimentare e la filiera della “due diligence”, ad essa collegata, sono basate sul contributo di tutti gli attori coinvolti.

Questi standard offrono molteplici benefici, tra i quali:

  • Qualificare e  gestire i produttori di alimenti e di materiale di confezionamento, attraverso un’unica verifica secondo le scadenze previste dallo schema di certificazione;
  • Verificare che i fornitori utilizzati applichino le buone pratiche di igiene e partecipino attivamente alla filiera “due diligence”;
  • Assicurare che, attraverso l’attività di sorveglianza e la conferma del follow-up sulle azioni correttive, venga messo in atto un sistema di auto-miglioramento dell’igiene e della sicurezza del prodotto;
  • Completa integrazione con altre norme internazionali;
  • Iscrizione dell’organizzazione nella BRC Directory.

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Fonte: Brc Agents and Brokers

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IFS Logistics

IFS Logistics Standard Filiera Logistica

Le aziende che operano nei mercati internazionali trovano molto spesso lacune nella loro filiera nei servizi di logistica, ovvero organizzazioni certificate secondo standard per la sicurezza alimentare GFSSI, BRC IFS GLOBAL GAP, quindi che tutelano la sicurezza, qualità, legalità dei prodotti si trovano a  dover utilizzare vettori e o servizi correlati ad essi che non garantiscono tali standard in ambito alimentare e  di sicurezza dei prodotti, IFS Logistics è la risposta.

IFS Logistics la risposta della Grande Distribuzione Organizzata GDO, e non,  alla gestione, per la sicurezza qualità e  legalità dei prodotti, della filiera alimentare sui servizi di logistica, IFS Logisticsstoccaggio, distribuzione, trasporto e  trasporto e  per i servizi connessi a  tali processi.

Lo standard IFS Logistics si applica a tutti i tipi di trasporto: spedizioni via nave, via terra, via ferroviaria e aerea; prodotti refrigerati/congelati o a temperatura ambiente (diversi stati della materia: liquida, solida o gassosa).

Questo standard internazionale si applica anche a fornitori di servizi di congelamento/scongelamento così come ad aziende logistiche che utilizzano fornitori di servizi per il trasporto di terza parte e/o attività di stoccaggio.

Obbiettivi e  vantaggi dello Standards IFS Logistics

  • Effettuare un’analisi dei pericoli e dei rischi (HACCP per i prodotti alimentari);
  • Avere un sistema di gestione qualità documentato ed efficace;
  • Avere un controllo sugli standard ambientali, di prodotto, di processo e del personale.
  • Stabilire uno standard comune armonizzato con un sistema di valutazione uniforme della catena di fornitura;
  • Lavorare con enti di certificazione accreditati si questo standard internazionalmente riconosciuto;
  • Assicurare la tracciabilità, la protezione, la trasparenza e confronto attraverso l’intera filiera di fornitura;
  • Ridurre i costi e il tempo sia per i fornitori sia per i retailer prevenendo tutte le possibili non conformità ed inefficienze;

I benefici di cui gode un’organizzazione certificata IFS Logistics

La certificazione IFS può offrire un elevato numero di benefici alle aziende che ricercano l’eccellenza nella qualità e la soddisfazione del cliente e vogliono ottenere un vantaggio competitivo nel proprio mercato:

  • Migliorare la confidenza nei fornitori e prodotti;
  • Operare correttamente nella tutela del prodotto;
  • Ridurre il tempo investito nella selezione dei fornitori;
  • Abilità nel ridurre i costi individuali per combinare diversi tipi di audit allo stesso tempo;
  • Migliorare la comprensione tra la Direzione e i dipendenti per quanto riguarda le procedure e lo standard;
  • Monitorare il rispetto dei regolamenti alimentari e non alimentari;
  • Migliorare l’efficienza dell’uso delle risorse;
  • Ridurre le necessità per le ispezione dei clienti;
  • Audit di terza parte indipendenti;
  • Migliorare la propria reputazione professionale come fornitore di prodotti sicuri e di alta qualità;
  • Capacità di commerciare con clienti che vogliono audit di terza parte;
  • Utilizzare il logo IFS e del certificato per dimostrare la conformità ai migliori standard;
  • L’integrazione con altre normative internazionali.

La Struttura dello Standards IFS Logistics

IFS Logistic prevede 7 capitoli, per un totale di 98 requisiti, di cui 3 definiti KO per la loro rilevanza, lo standard si compone di una base comune di requisiti (i primi 5 capitoli) applicabili a tutte le aziende e di una parte specifica (gli ultime 2 capitoli) per alcune tipologie di aziende della filiera logistica (trasporto; stoccaggio/centri di distribuzione).

Lo standard Internazionale IFS Logistics in vigore è nella versione 2.2.

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Fonte: Sistemi & Consulenze

Abbigliamento Aziendale

L’abbigliamento Aziendale di un’impresa Food…Ma come ti vesti?

Entrare in un’azienda e  trovare gli addetti alla produzione con un abbigliamento aziendale omogeneo a  volte molto coreografico è sicuramente una bellissima cosa, ultimamente si trovano situazioni molto glam e fa sempre piacere, denota che l’azienda presta attenzione anche a  livello interno ad un’unica linea di comunicazione ma spesso non viene tenuto conto di alcuni fattori fondamentali.

Come dice mamma ASL l’abbigliamento aziendale deve essere bianco pulito,….ma….

L’abbigliamento aziendale deve essere bianco pulito,….ma….

Quindi ti ritrovi ad effettuare un’ispezione su campo e  ti ritrovi cappellini strani, abbigliamento con le tasche, pile, bottoni, ecc ecc,Abbigliamento Aziendale

Ovviamente un prerequisito fondamentale non è stato ne valutato, ne gestito come deve!!

Abbigliamento Aziendale facciamo chiarezza

Nell’ambito della formazione un aspetto fondamentale è quello relativo alle norme igienico comportamentali, in questo caso più specificatamente quelle sull’abbigliamento aziendale.

Non basta trattare l’aspetto della vestizione e  svestizione, della gestione degli armadietti pulito/sporco o lavoro/civile ma è fondamentale una profonda valutazione su quale può essere il rischio dell’abbigliamento aziendale sul prodotto, quindi un PRP fondamentale.

L’abbigliamento aziendale non deve essere un possibile rischio di contaminazione sui prodotto, ma quali aspetti devono essere valutati:

  • Prodotti lavorati ed aree di rischio:
    • La prima valutazione da fare che impatto può avere l’abbigliamento aziendale sul prodotto, una breve definizione sugli alimenti esempio i prodotti di un’azienda che frange olive non sono gli stessi di una macelleria industriale, fondamentale è, nell’abito aziendale identificare le varie aree di rischio, per esempio il magazziniere che non entra mai in produzione può essere vestito in modo differente di un addetto agli impasti di un pastificio.
  • Materiali di costruzione e tipologia di abbigliamento:
    • La prevenzione di possibili contaminazioni relative all’utilizzo di materiali non idonei, quindi lo studio e l’accettazione tramite schede tecniche di indumenti adatti a  ciò che produciamo, la prevenzione dei corpi estranei quindi l assenza di tasche, bottoni, utilizzo di materiali consoni e  con colorazioni differenti a  seconda del rischio e  delle aree sopracitate, o per esempio va tenuto conto di utilizzare un colore facilmente individuabile se cadesse accidentalmente nello stesso. Una valutazione va effettuata anche per prevenire possibili impigliamenti dell’indumenti nel macchinari che possono recare danni non solo ai prodotti ed agli stessi ma soprattutto agli operatori.
  • Presenza di linee con allergeni:
    • Nell’eventualità in cui si lavorino materiali con allergeni e la lavorazione preveda anche piccoli spargimenti degli stessi, per esempio lavorazione delle spezie, prevedere oltre che la sanificazione dei macchinari ed ambienti, anche il cambio di indumenti aziendali, questa operazione/procedura deve essere validata.
  • Lavaggio dell’ abbigliamento aziendale:
    • Gli indumenti non si lavano e basta secondo la frequenza definita dall’azienda o per necessità, per aziende che lavorano in ambito alto rischio ed alta attenzione devono essere utilizzati servizi di lavanderia qualificata come fornitore di servizi, nelle aree di basso rischio gli addetti possono lavarsi gli indumenti , ma devono essere date chiare indicazioni e procedure con evidenza di recepimento nell’ambito della formazione aziendale Monitoraggio indumenti aziendali e contestualmente alla consegna indumenti.
  • Monitoraggio indumenti aziendali:
    • Durante le normali operazioni di controlli Pre Op e Post operativi, nonché negli audit periodici deve essere valutato lo stato e la pulizia dell’abbigliamento ed effettuare rilievi di deviazioni servirà all’azienda a prevenire il più possibile contaminazioni derivanti da questi aspetti.

Questi aspetti possono sembrare molto banali ma non è così e  le aziende si trovano in difficoltà quando alzano lo sguardo dalla sola obbligatorietà all’ implementazione di un sistema di gestione, per la sicurezza alimentare, per raggiungimento di una certificazione alimentare internazionale.

Fonte Sistemi & Consulenze

Aggiornamento International Food Standard IFS 6.1

Pubblicato l’aggiornamento dell’ International Food Standard IFS V 6

Il consorzio proprietario dell’ International Food Standard IFS, così come FSSC, ha pubblicato una significativa novità riguardante lo standard internazionale per la sicurezza alimentare IFS Food aggiornandolo alla V 6.1.International Food Standard IFS

Gli aggiornamenti più importanti dello standard  per la sicurezza alimentare, attualmente disponibile solamente in lingua inglese e  scaricabile come sempre gratuitamente sul sito di IFS, rispecchiano le problematiche sempre più riscontrabili nei mercati internazionali globali relativi alle frodi alimentari ed alla gestione degli  allergeni, aspetti approfonditi anche dalla norma FSSC 22000 V 4.1, in attesa dell’uscita della versione di IFS 7 che molto presumibilmente acquisirà ed integrerà anche i concetti inerenti all’ HAPRC, l’aggiornamento dell’ International Food Standard IFS entrerà in vigore senza nessun periodo transitorio il 1 Luglio 2018, quindi gli audit effettuati dopo tale data devono rispecchiare la conformità a  questo ultimo aggiornamento.

I cambiamenti più significativi dell’ International Food Standard IFS V 6.1 sono i seguenti:

  • Aggiunti requisiti relativamente alla gestione delle frodi alimentari (4.21.1 al 4.21.3);
  • E’ stato modificato il requisito relativo alla gestione degli allergeni (4.20.2 );
  • E’ stata aggiornata la descrizione delle procedure del programma di integrità (dal 1 ° maggio 2017);
  • Sono stati inseriti i riferimenti alla Dottrina attualmente in vigore;
  • Per poterne tracciare la sua autenticità dei certificati IFS è stata prevista l’inclusione obbligatoria di un codice QR sul certificato (codice QR che si genera automaticamente quando l’Ente carica il report IFS sul portale).

Questa nuova Dottrina modifica o/e introduce nuovi requisiti,  definizioni (Audit time window, Blackout period, Food fraud, Food fraud mitigation plan, Food Fraud Vulnerability Assessment), modifiche a definizioni già esistenti nel glossario (Allergen (EU), Food defense), viene inserito anche un nuovo campo obbligatorio nel report di audit.

International Food Standard IFS Academy ha previsto webinar per poter approfondire le tematiche del nuovo aggiornamento utile sia ad aziende che ai consulenti.

Per una panoramica sui principali cambiamenti introdotti dalla versione 6.1 dello Standard, scarica questo documento IFS_Letter_FOOD_6-1.

Sistemi & ConsulenzeFonte:

Sistemi & Consulenze

Finalmente l’approvazione della nuova Iso 45001

Iter Normativo Struttura Integrabilità della nuova ISO 45001

E’ notizia di questi giorni che la nuova ISO 45001 sarà pubblicata a brevissimo.

Ormai ci siamo: da fonti certe (sito www.uni.com) è stata resa nota l’approvazione del Final Draft, con commenti editoriale di 21 paesi; ma per i contenuti nessuna osservazione.Nuova Iso 45001

Ora quindi, e solo ora, noi addetti ai lavori, consulenti, aziende, auditor, potremo cominciare a leggere il final draft sicuri che non ci saranno sconvolgimenti nei contenuti e requisiti.

In questi ultimi mesi molti attori del mondo della certificazione ha progettato, pubblicizzato, erogato corsi relativi alla “nuova 45001”, erogando corsi/seminari/incontri a pure scopo commerciale, in quanto di certo nei Draft che si sono rincorsi in questi anni non c’era nulla.

Adesso invece: pronti via! I contenuti definitivi li abbiamo, salvo qualche “virgola” da cambiare.

Ripercorriamo prima l’iter normativo che ha preceduto la nascita della prossima ISO 45001:2018, attesa per i primi di marzo 2018.

Iter Normativo Nuova ISO 45001

“Oltre 7600 lavoratori perdono la vita ogni giorno per incidenti o malattie correlati al lavoro (2,78 milioni l’anno); gli incidenti si attestano su una cifra che supera i 370 milioni l’anno”; questa la motivazione data dall’ISO – International Standard Organization, ente normatore internazionale – per lo sviluppo del nuovo standard ISO 45001.

Lo standard si prefigge l’obiettivo di essere un supporto per le aziende per migliorare la sicurezza dei lavoratori, ridurre i rischi dei luoghi di lavoro e delle mansioni, e creare migliori condizioni di lavoro. In tutto il mondo.

Questo macro obiettivo si accompagna anche ad altri target, tra cui utilizzare un linguaggio semplice, declinare requisiti effettivamente flessibili ed adattabili con modalità diverse a piccole e grandi aziende, favorire la “gestione” senza che questo moltiplichi necessariamente la “documentazione”, consentire la gestione dei requisiti (anche legali) di salute e sicurezza sul lavoro senza che siano necessarie risorse aggiuntive per la gestione del sistema.

Ma possibile che finora non ci fosse uno standard simile? Eppure l’argomento è continuamente di attualità!

Il mondo della normazione non è così sprovveduto: tutt’ora infatti è applicato (con discreto successo; vedi più avanti) lo standard BS OHSAS 18001:2007. Si tratta però di uno standard non emanato dall’ISO, e per cui non vale il mutuo riconoscimento[1], come per altre norme internazionali.

Contrariamente a quanto pubblicizzazione alcuni attori del mondo delle certificazioni, lo standard ISO 45001 non è ancora stato pubblicato; bensì si trova ancora in una fase embrionale, in bozza (e gratuitamente scaricabile) alla versione 2.0 e Final Draft, rilasciati dalla Commissione sul quale si stanno delineando i contorni di questa futura norma.

L’iter di sviluppo è iniziato nel 2013 e la norma avrebbe dovuto vedere la luce alla fine del 2016 invece la bozza, che è stata posta a votazione a maggio 2016, è stata votata negativamente. La maggior parte dei Paesi europei – così come gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia – ha contribuito col proprio voto negativo a fermare un testo con alcune criticità e disaccordi; tra questi spiccano aspetti legati a:

  • coinvolgimento e la partecipazione e la consultazione dei lavoratori, termini a detta degli sfavorevoli “usati in maniera assolutamente fuorviante rispetto al precedente testo e senza la giusta enfasi a questo fondamentale processo che coinvolge i lavoratori, principali creditori di sicurezza e quindi anche principali protagonisti della gestione della sicurezza”;
  • maggiore gestione e conoscenza dei requisiti legali;
  • più spazio ai requisiti relativi alla formazione dei lavoratori.

La Commissione ha migliorato il primo DIS – Draft International Standard, portato una seconda versione del draft ISO/DIS 45001.2 nell’incontro di Vienna nel febbraio 2017 dell’ISO/PC 283/WG1; è stato quindi emesso il secondo, poi reso disponibile dal marzo 2017 a tutti gli Organismi Normativi nazionali membri (per l’Italia l’UNI), per la produzione del testo tradotto nelle varie lingue; quando saranno resi disponibili le traduzioni si procederà alla votazione del secondo Draft entro il 13 luglio 2017.

Per poter revisionare i risultati dello scrutinio sul secondo DIS, sono previsti ulteriori incontri per il settembre 2017 in Malesia.

I prossimi passi sono stati quelli della bozza finale di Standard Internazionale (FDIS), per cui è stato  prodotto un alto numero di commenti, che hanno richiesto ulteriori incontri per approfondirli, facendo slittare la pubblicazione al marzo 2018.

Struttura e novità della nuova ISO 45001

Stando a quanto si legge nei Draft finora emessi, la struttura del futuro nuovo standard ISO 45001 ricalcherà quella già adottata dalle nuove versioni della norme relative ai sistemi di gestione qualità ISO 9001:2015 e ambiente ISO 14001:2015, la High Level Structure – High Level Structure, ideata da un gruppo di lavoro (ISO/TMB/TAG13-JTCG “Joint Vision”) istituito con lo scopo di omogeneizzare le diverse norme sui sistemi di gestione. Tale struttura permette di integrare in modo agevole le norme, sviluppandosi in 10 punti con uguali contenuti declinati ognuno con target ovviamente differenziati.

Come già noto le novità più rilevanti portate dalla HLS sono:

  • introduzione nei sistemi di gestione dei concetti di rischi e opportunità, già insiti nel DNA di un sistema di gestione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ma adesso andranno sviluppati secondo le regole sistemiche di P-D-C-A, impulso di sicuro successo;
  • leadership: concetto rafforzato rispetto alla attuale BS OHSAS 18001;
  • Contesto, da prendere come base della valutazione dei rischi;
  • Parti interessate: considerazione degli stakeolder in tutto il sistema;
  • Documentazione: requisiti flessibili e poche prescrizioni, ma focus sull’efficacia del sistema;
  • Parti della norma: un corpo contenente i requisiti, ed una Annex come interpretazione per facilitare l’applicazione.

La transizione dalla OHSAS 18001 alla ISO 45001

C’è tempo quindi ancora per adeguarsi. Anzi: c’è tempo ancora per studiare, metabolizzare e comprendere come applicare la norma, considerato che ancora non è stata pubblicata la norma ufficiale!

Si può prendere come esempio la situazione delle nuove versioni delle norme ISO 9001 e ISO 14001; se sarà ricalcato quell’impronta, le aziende già certificate secondo la OHSAS 18001 avranno un triennio dall’emissione per adeguarsi alla futura nuova norma.

Una volta transitato il certificato alle nuove norme, nel mondo dei “certificati accreditati” le aziende avranno uno strumento riconosciuto da tutti i paesi del mondo.

[1] Accordo con cui i Paesi, attraverso i propri enti di Accreditamento, riconoscono vicendevolmente i certificato emessi negli altri Paesi

Sistemi & ConsulenzeFonte:

Sistemi & Consulenze

Aggiornamento della Norma FSSC 22000 V 4.1

La Norma Fssc 22000 V 4.1 si allinea agli altri Standard per la Sicurezza Alimentare Internazionale

Dopo gli standard BRC ed IFS il terzo schema riconosciuto dalla Global Food Safety Initiative (GFSI), FSSC 22000 V 4.1, subisce un profondo aggiornamento, dovuto dall’esigenza di dover armonizzare le norme internazionali per la sicurezza qualità e  legalità degli alimenti.

La norma basata sullo standard internazionale ISO 22000 è applicabile a ciascun comparto produttivo, l’introduzione della revisione 4.1 dello standard, presenta le seguenti:

Estensione degli scopi

Aggiornamento FSSC 22000 V 4.1

Audit non annunciati

Visto l’utilizzo della  norma da parte di aziende operanti in GDO, per la prevenzione di possibili problematiche  relative alla sicurezza qualità e legalità dei prodotti, viene richiesta l’effettuazione di Audit non annunciati che per i quali se l’organizzazione si rifiutasse di ricevere, la certificazione potrebbe essere sospesa.

Food Fraud Prevention e Food Defense

Concetti derivanti dagli standard BRC IFS nonché dalle normative FDA FSMA, per la ‘Difesa’ degli alimenti.

  • Food Fraud Prevention deve essere presente  una procedura documentata di valutazione della vulnerabilità dalla frode alimentare, al fine di individuare le possibili misure di mitigazione.
  • Food Defense  deve essere presente, una procedura di valutazione della protezione delle derrate alimentari al fine di identificare le possibili minacce e le relative misure di mitigazione.

Classificazione delle NCs

Sono stati identificati 3 livelli di non conformità in quanto non saranno più utilizzate le OFI:

  • Non conformità Critiche: nel caso di deviazioni critiche del sistema di sicurezza alimentare, legali o di integrità della certificazione. Nel caso di emissione di una NC critica il certificato dovrà essere immediatamente sospeso per un periodo massimo di 6 mesi. Un audit di follow-up dovrà ssere condotto dal CB e ntro la finestra temporale dei 6 mesi al fine di verificare la chiusura della NC critica. Il certificato dovrà essere ritiraro qualora la non conformità critica non dovesse essere efficacemente risolta nell’arco dei 6 mesi. Nel caso di audit di certificazione, l’intero audit dovrà essere ripetuto
  • Non conformità maggiori: quando le evidenze raccolte inficiano la capacità del sistema di gestione di raggiungere i risultati prefissati; l’organizzazione dovrà fornire evidenza oggettiva di investigazione della causa, dei rischi esposti e della CA proposta. Il tutto deve essere fornito al CB entro 14 gg successivi all’audit.
  • Non conformità minori: quando le evidenze raccolte non inficiano la capacità del sistema di gestione di raggiungere i risultatio prefissati. l’organizzazione dovrà fornire evidenza oggettiva di investigazione della causa, dei rischi esposti e della CA proposta. Il tutto deve essere fornito al CB entro 3 mesi successivi all’audit.

La norma prevede anche la revisione dei i tempi di audit e reporting per efficentare il processo di certificazione aziendale, ed è stata introdotta la gestione multisito Storage and Distribution, Retail e Catering.

[ico type=”fa-phone”] Vuoi ricevere informazioni sull’aggiornamento della norma FSSC 22000 V 4.1? Contattaci!!

Fonte: Sistemi & Consulenze

Comunicare la Qualità Aziendale

Magazine Qualità: Comunicare la Qualità Aziendale delle Aziende Certificate Italiane

La Qualità Aziendale è una delle parole più utilizzate nelle comunicazioni aziendali perché infonde fiducia!

Magazine Qualità è l’unica rivista online indipendente italiana nella quale si possono trovare dati e notizie, non necessariamente sulla Qualità, provenienti solo da Organizzazioni in possesso di Certificazione.

Le notizie che vengono pubblicate giornalmente cercano di essere sempre le più approfondite possibile, e non semplici presentazioni aziendali.La Qualità Aziendale

Raccolte in specifiche categorie, su Magazine Qualità si parla di Aziende, di Prodotti di Servizi e il lettore sa che l’Azienda di cui sta leggendo è sicuramente Certificata, quindi più attendibile perché annualmente controllata dal un Organismo di parte terza.

Magazine Qualità ha trasformato la Qualità in una commodity affiancandosi alla comunicazione aziendale rivolgendosi sia ad organizzazioni che hanno qualcosa da dire, sia ad attenti lettori che cercano nell’informazione la Qualità di prodotti e servizi.

Attraverso consolidate tecniche di Web Marketing il contenuto degli articoli viene indicizzato al fine di renderlo facilmente rintracciabile nei motori di ricerca da chi cerca la qualità.

Magazine Qualità è stato inoltre pioniere di quella forma di comunicazione chiamata Permission Marketing. Il Permission Marketing si basata sulla pubblicazione di un contenuto non invasivo “portato” al lettore interessato, senza antipatiche e controproducenti forzature, al fine di generare un consenso positivo nel tempo verso l’argomento trattato.

La Diffusione di magazine Qualità

Circa 1.400 visualizzazioni di pagina al giorno con una frequenza media di rimbalzo del 47%. Magazine Qualità condivide inoltre ogni notizia su i suoi social, prevalentemente Facebook, Twitter e Linkedin, ma anche Google Places e Viadeo. Tra tutti si contano oltre 22.000 contatti in costante crescita.  Il contatto con il mondo consumer è affidato più a Facebook su cui vengono attivate, a richiesta, specifiche campagne sul Post. Il lettore è al 65% B2B e al 35% B2C, proprio quel cittadino consumatore che le indagini dicono essere disposto a spendere di più per prodotti o servizi di Qualità. Ogni mese viene inviata inoltre una newsletter ai 24.000 lettori abituali che per la maggior parte sono Imprenditori, Dirigenti e Manager, tutti indirizzi nominativi.

Magazine Qualità è da Gennaio 2018 Media Partner di Sistemi & Consulenze con la quale condivide la Mission di comunicare la qualità Aziendale.

Concludendo, qualsiasi azienda certificata che voglia comunicare la propria Mission su Magazine Qualità troverà,  senza alcun costo iniziale, il suo spazio; basta inviare la notizia a redazione@magazinequalita.it

Fonte: Magazine Qualità