Eccedenze Sottoprodotto e Rifiuto

Eccedenze Sottoprodotto e  Rifiuto

Non si possono non considerare gli aspetti relativi alle eccedenze sottoprodotti e rifiuto per fattori sia relativi ai costi ed ottimizzazione della produzione, sia a  quelli, in ambito alimentare, agli sprechi delle derrate, fattore molto importante quello relativo anche alle varie autorizzazioni che si devono richiedere a  seconda della tipologia ‘merce’ che dobbiamo trattare come ‘scarto’ diEccedenze Sottoprodotto e Rifiuto lavorazione.

Che cosa significano questi termini?

Si intende come eccedenza, soprattutto quando si opera in ambito di marchio privato di proprietà di committente, dove molte volte anche la stessa materia prima appartiene allo stesso, di un surplus produttivo, che può essere venduto rietichettato, o con stessa etichetta del committente tramite spacci aziendali, solamente DOPO autorizzazione del proprietario del marchio messo a  conoscenza dell’eccedenza.

Si intende come sottoprodotto, una tipologia di materiale derivante dalla lavorazione dalla produzione primaria, può essere destinata all’alimentazione umana ed inserita nella notifica dei processi effettuati consegnata alla ASL, o se per alimentazione animale deve essere oltre che notificato alla ASL seguito il Reg Ce 183 che disciplina i mangimi per animali per l’alimentazione umana, proroghe speciali vengono definite con accordi specifici con le ASL di appartenenza.

Si intende come rifiuto, quest’ultimo come dice la parola è un materiale che non può avere nessun uso o riutilizzo, in questo caso nell’industria alimentare, deve essere caratterizzato e  destinato al tipo di smaltimento relativo alla propria categoria, a  seconda della tipologia di rifiuto deve esserci una specifica registrazione di ritiro, ed un contratto con aziende di smaltimento.

Ancora una volta una corretta analisi di tutta la filiera di processo dà la possibilità di poter sfruttare economicamente gli ‘scarti’ di produzione ed aiuta a  gestire le varie autorizzazioni, ed i comportamenti da tenere per la prevenzione di possibili sanzioni.

Sei interessato ad approfondire le tematiche relative a Eccedenze Sottoprodotto e Rifiuto? Contattaci Sistemi & Consulenze approfondiremo assieme questi aspetti.

Fonte www.brcparticipate.com

Il Glifosato

Il Glifosato Nemico o Alleato?

Il glifosato è stato scoperto nel 1970 viene utilizzato in 130 paesi del mondo, si sta parlando molto  a causa della sua presunta cancerogenicità che ha portato la Commissione europea a discutere il suo eventuale divieto di utilizzo.

Ma che cos’è di preciso il glifosato?

Il glifosato è un erbicida che agisce a livello enzimatico, impedendo la formazione di alcuni aminoacidi essenziali per la crescita delle piante e per l’attivazione di alcuni meccanismi di autodifesa,Il Glifosato ma non è dannoso per uomo e animali, in quanto in essi non è presente l’enzima bersaglio, che è l’EPSP sintetasi.

Una sola applicazione di glifosato effettuata sui tessuti verdi delle piante risulta letale. Il tipo di formulazione e gli attivanti hanno un ruolo chiave per far sì che il glifosato esplichi la sua azione e a volte la loro importanza è addirittura superiore alla dose di impiego.

Possibili effetti del glifosato

Il Glifosato è stato classificato dalla Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Oms) come un cancerogeno probabile (2A). Conclusione diversa da quella recente dell’Oms e dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (la Efsa) secondo cui è “improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l’uomo“.E’ ufficiale, inoltre, il rapporto positivo tra il morbo di Parkinson e l’uso professionale di pesticidi, in particolare per gli insetticidi organoclorurati, tanto che la Francia ha riconosciuto il Morbo di Parkinson come malattia professionale per gli agricoltori entrati a stretto contatto con i pesticidi. L’esposizione durante la gravidanza comporta pericoli per il bambino, dato che alcune sostanze raggiungono direttamente il feto nel grembo materno: difetti alla nascita e ritardi dello sviluppo cognitivo. Siamo quindi di fronte all’evidenza che anche bassi dosi di fitofarmaci possono essere molto pericolosi per la salute umana, a lungo termine.

Il 22 agosto è entrato in vigore in Italia il decreto del ministero della salute che stabilisce il ritiro dal commercio di 85 prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosato, sospettata di essere cancerogena. Inoltre questo diserbante non potrà più essere usato in “parchi, giardini, campi sportivi, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie” e nella fase di “preraccolta, al solo scopo di ottimizzare il raccolto e la trebbiatura”. Fuori legge anche i prodotti contenenti come co formulante l’ammina di sego polietossilata.

Negli Stati Uniti il glifosato è stato autorizzato dall’Environmental protection agency, e in Europa dalla Commissione europea, che lo ha approvato una prima volta nel 2002. A fine giugno la Commissione europea ha prorogato l’autorizzazione alla messa in commercio ed utilizzo fino alla fine del 2017, in attesa di un parere definitivo sui rischi per la salute dell’Agenzia chimica europea. Intanto ha proposto di limitarne l’uso.

L’attenzione data dai consumatori consapevoli e dalle aziende ha fatto sì, anche se ancora non siano chiari gli effetti ed ancora non sia effettivamente stato vietato il Glifosato, che venga data evidenza di Glifosato free per i prodotti, le aziende produttrici sia di vegetali puri, sia di sotto lavorati stanno già effettuando prove di riscontro per poter fornire questa evidenza ai consumatori ed alla totalità dei mercati.

Fonte : https://echa.europa.eu/it/home

a Muffa e Funghi nei Mercati USA

I Mercati USA ed il Rischio di Muffa e Funghi

Negli Stati Uniti ci sono specifiche linee guida in materia di trattamento di muffa e funghi nei luoghi di lavoro, vengono considerati anche gli aspetti dei lavoratori che operano in realtà di importazione di prodotti da altri paesi e quindi vengono valutate le possibili contaminazioni dai prodotti provenienti dai paesi extra USA.
I Broker Americani stanno richiedendo sempre più frequentemente ai fornitori Europei sia i metodi di controlli di muffe e fungo durante i processi di produzione, sia il controllo di essi nel trasporto per la possibile riprolificazione, fino ad eventuali trattamenti di fumigazione da effettuare.
Le linee guida Usa offrono anche dei suggerimenti sull’utilizzo di sostante per il processo di trasporto, dopo ovviamente una adeguata analisi del rischio:

Utilizzo di Disidratanti
I disidratanti vengono utilizzati per mitigare muffe e funghi, devono essere usati su tutte le spedizioni e per essere più efficaci dovrebbero essere usati all’interno di una barriera, imballaggio, contro l’umidità che deve essere mantenuta chiusa e sigillata, o all’interno di un contenitore sigillato rigido. Questo permette all’essiccante di assorbire la possibile presenza di umidità all’interno della confezione. I prodotti devono essere imballati e spediti in modo che nell’imballaggio non vi siano ristagni di umidità e o vapore.

Imballaggio con applicazione di essiccante
Tutti i pacchetti di essiccante devono essere attivati secondo le istruzioni del produttore, non deve essere coperta la parte assorbente che impedisca la raccolta corretta dell’umidità.
Completa Container Load Applicazione di disidratanti
Per le applicazioni Full Container Load (FCL), il venditore deve installare i pacchetti di essiccante in modo uniforme lungo la parete laterale superiore del contenitore. Utilizzando un numero di dispositivi essiccanti in base al tipo contenitore.
Viene considerata responsabilità del venditore determinare, dopo un’analisi del rischio ed un processo validato, l’uso si dispositivi essiccanti e la loro quantità a seconda del prodotto. Tutte le merci devono pervenire ai centri di distribuzione in condizione mercantile, tra cui, ma non solo, essendo privi di muffe e funghi, in mancanza di ciò le spese di eventuali trattamenti o smaltimenti verranno considerate a carico del fornitore.
Esempio di alcuni tipi di prodotti suscettibili a queste regole:

• Prodotti contenenti fibre o materiali naturali come erbe, minerali, o legno;
• Tutti i prodotti porosi, come il tessile, ceramica e terracotta con una qualsiasi parte non sigillata / non smaltato, cartone, carta.
• Prodotti provenienti da paesi con elevata umidità o stagioni delle piogge pesanti, o beni che saranno spediti via mare per lunghissimi tempi.

Riassumendo:

Determinare la tipologia di prodotto da spedire ed effettuare un’analisi del rischio comprendendo anche parametri chimici e fisici.
Determinare il tipo e la quantità di essiccante da utilizzare.
Selezionare il tipo e la quantità di essiccante per adattarsi all’applicazione sulla base dei seguenti criteri:
• Tipo di contenitore o d’imballaggio;
• Volume o area del contenitore / imballaggio;
• Quantità di umidità che si prevede debba essere assorbita;
• Permeabilità del materiale confezionato;
• Temperatura e umidità;
• Tasso di assorbimento richiesto;
• Durata del trasporto;
• Condizioni di trasporto e magazzinaggio.

Sei interessato ad approfondire queste tematiche? Contattaci Sistemi & Consulenze ti seguirà nella scelta dei prodotti più adatti a questo processo per il controllo di muffa e funghi.

Fonte http://www.osha.gov/SLTC/molds/index.html#solutions

Sistemi & Consulenze Servizi Qualità Aziendale Implementazione Sistemi di Gestione per Certificazioni Qualità, Ambiente, Sicurezza, Food, Sociale, Servizi, Professioni, Consulenza e Formazione Aziendale Sicurezza sul lavoro, Igiene Alimentare, Ambiente, Privacy, Servizi di Audit.

Il focus sulla velocità azien

La Velocità Aziendale

Dopo anni di esperienza nella consulenza aziendale abbiamo identificato le organizzazioni in 3  tipologie:

  • Le aziende passive
  • Le aziende statiche
  • Le aziende dinamiche

Per aziende passive si intendono quelle organizzazioni che sono sempre a  rincorrere la auditconformità legislativa quindi dove non vi è mai la possibilità di analisi dei dati, e  dove molto spesso non sono presenti figure interne o contratti di collaborazione esterna continuativi per poter dar luogo ad una prevenzione delle criticità quindi con gravose, legali ed economiche,  risoluzioni delle possibili ma molto probabili non conformità non adeguatamente monitorate.

Le aziende statiche invece sono quelle dove vengono si analizzati e  monitorati i rischi , con figure interne od esterne competenti, e dove sicuramente la conformità legislativa viene assolta, ma dove non vengono fissati degli obbiettivi da monitorare per poter analizzare dati nell’ottica del miglioramento, in pratica viene assolto ‘il compitino’.

Le ultime, ed è così che lavoriamo noi di Sistemi & Consulenze in team con i nostri clienti, sono le organizzazioni dinamiche, ovvero quelle dove dopo aver effettuato un’approfondita analisi dei rischi oltre che fissarne e monitorarne i limiti,conformità legislativa,  sono stati identificati dei valori ulteriori, quelli operativi e  di attenzione, così da poter avere dei dati relativi ai trend ed avere la possibilità di intervento, a  prevenzione delle possibili non conformità.

Per esempio limiti che possono riferirsi a trattamenti termici effettuati ma che si avvicinano a  temperature/tempo troppo al limite minimo, e così dall’analisi dei trend e  delle cause, identificare una possibile esigenza di manutenzione straordinaria o il malfunzionamento di un’attrezzatura, oppure una soglia che si avvicina molto spesso al limite per quanto riguarda la lotta agli infestanti in determinati periodi dell’ anno, che denota una richiesta di interventi ulteriori o di revisione del piano, e  così via ..ecc ecc.

Si potrebbe pensare che tutto ciò sia un lavoro inutile, ma è l’unico modo per poter avere sotto controllo le possibile criticità e  prevenirle, quindi il rispetto dei requisiti dei clienti.

Fonte: Sistemi & Consulenze

Il Valore Legale Del Peso

Il Peso Come Quando e Perché

Uno degli aspetti che definisce un prodotto è quello relativo al peso, ogni prodotto confezionato assieme ai parametri relativi agli ingredienti, valori nutrizionali, presenza di allergeni, lotto,
scadenza e  stabilimento di produzione, infatti deve riportare il peso.

Il peso quindi è un valore ‘legale’ contrattuale che  definisce la grandezza  il taglio di un alimento confezionato.

Come valore legale viene inserito nei protocolli di acquisto e  nei contratti tra l’azienda produttrice ed il cliente, quindi è ‘obbligatorio’ implementare in azienda una procedura specifica per verificare che il peso indicato sulla confezione o sull’ etichetta sia coerente con il peso reale.

Come procedere?

Innanzi tutto è obbligatorio che in azienda sia presente nella linea di confezionamento una bilancia che abbia il bollino metrico, ovvero che l’ufficio metrico della camera di commercio di competenza abbia verificato ogni 3  anni e  piombato contro la possibile manomissione, questo le da un valore legale, in più deve essere stata verificata la taratura almeno 1  volta l’anno e  nell’eventualità di discrepanze tra un peso campione ed il peso segnalato deve essere fatta tarare. Questa tipologia di verifica, metrologica, risulta l’unica ‘legale’ per dimostrare la coerenza tra i pesi.

Per i prodotto ai quali le aziende, per scelte proprie, o contrattuali con i clienti,  appongono la ‘℮’ , devono essere seguite delle specifiche differenti infatti Il simbolo “℮”, dove inserito dopo l’indicazione della quantità sull’etichetta di un prodotto, indica che il produttore adempie a quanto stabilito nella Legge 690/78 per gli.

Nella Legge 690/78 vengono definiti i limiti massimo di scarto tollerato di una confezione a  seconda del peso definito, il numero delle pesate e  dei possibili campioni difettosi accettabili a  seconda del lotto, nonché della definizione delle prove distruttive e  del calcolo dei limiti di accettabilità dei lotti pesati confezionati.

Questo simbolo non è obbligatorio ma, se compare  sull’etichetta, l’operatore responsabile dell’etichettatura (si veda reg. UE 1169/2011, articolo 8) deve  seguire le norme di legge. Ove tra l’altro è prescritto il dovere di registrare e conservare le registrazioni dei controlli statistici del peso. Non basta perciò limitarsi a usare “bilance commerciali garantite”.

Prove di calo peso

Di fondamentale importanza nella valutazione della grandezza del peso è garantire e  validare con prove di calo peso, a  seconda dei prodotti, il calo peso, per prevenire che il prodotto risultasse sotto peso dopo un certo periodo di tempo ed effettuare le azioni preventive del caso.

Quindi: gli aspetti relativi al peso hanno un valore legale nel concetti di ‘frode alimentare’ per quanto riguarda gli standard alimentari della sicurezza alimentare BRC IFS, la non gestione di questi aspetti risulterebbe un requisito fondamentale non assolto quindi una non certificazione.

Fonte: http://www.metrologialegale.unioncamere.it/

KM 0 Il grande Inganno!!!

KM 0 Il grande Inganno!!!

Volutamente ho utilizzato un titolo fastidioso per il KM 0, ma perché?

Il termine Km 0, dal punto di vista aziendale, viene purtroppo molte volte utilizzato più come propaganda che come identificativo di una qualche qualità specifica.KM 0

Nello specifico, l’Italia, è forse il paese più ricco al mondo di territorialità, ovvero di prodotti, tradizionali/artigianali ma siamo sicuri che siano migliori degli altri?

Siamo sicuri che il Km 0 dia delle effettive certezze dal punto di vista di sicurezza qualità e  legalità di un prodotto?

Stringendo il cerchio un prodotto ‘Maremmano’ è migliore di uno delle 5  terre?  del Chianti, o del Gargano?

Sicuramente no ogni prodotto è unico e  racchiude la storia, le tradizioni e  la ricerca ed evoluzione dei loro produttori nel territorio di appartenenza.

I dati ci dicono che spesso dietro a questo Km 0 si nascondono delle vere e  proprie frodi alimentari facciamo un esempio:

Un salumificio produce 1000 prosciutti. Semplice pulito Buonissimo!!

Dopo una bella campagna l’anno dopo lo stesso salumificio del territorio , con le stesse risorse, economiche, strutturali, umane, produce 500 prosciutti al mese!! Secondo voi da dove vengono i prosciutti sempre dal Km 0?

Ci coso altri fattori di cui da tenere conto facciamo un altro esempio:

Altra  frase di propaganda…. Se tutti consumassero prodotti del proprio territorio le aziende andrebbero meglio!!!

Le aziende del territorio fallirebbero DICO IO!

Ovvero?

Siamo a Scansano quante etichette ci sono di vino? Tante è? Quindi secondo alcune politiche imbarazzanti o a Scansano sono tutti alcolizzati, per consumare tutto il vino prodotto o le aziende devono fregare, per non chiudere, i Km 0 di altri…

E pensiamo agli aspetti ambientali il Km 0 li tutela? Quindi un prodotto è buono perché è prodotto vicino anche se è su un terreno inquinato da una falda piena di arsenico?

Quindi pensiamoci bene questo rinomato Km 0 non è forse più importante dal punto di vista e  tessuto sociale per la sostenibilità del territorio che per altri fattori?

Invece che fare propaganda, varie ‘situazioni’ dovrebbero utilizzare queste tematiche per avvicinare i consumatori ai produttori, per dargli un input di crescita, la voglia del consumatore di andare in azienda, conoscere chi produce e come produce,  creare cultura e  consapevolezza nel consumatore, perché se si fa la guerra tra i Km 0 si distrugge solamente la bellissima diversità che ha il nostro paese, il paese della cultura Gastronomica chiamata Italia.

Fonte Sistemi & Consulenze

Iso 37001 Sistema Gestione Anticorruzione

Iso 37001 La Gestione del Rischio Corruzione

ISO l ‘organizzazione internazionale per la normazione recentemente ha pubblicato un nuovo standard per aiutare le organizzazioni a combattere la corruzione e promuovere una cultura d’impresa etica, la Norma Iso 37001.

Queste misure comprendono l’adozione di una politica anti-corruzione; la designazione di un incaricato a sorvegliante della compliance, della formazione, della valutazione dei rischi; l’implementazione di controlli commerciali e finanziari; l’istituzione di procedure di segnalazione e indagine.

La norma ISO 37001 , per i sistemi di gestione anti-corruzione, ha lo scopo di ridurre i rischi delle aziende e i costi legati a possibili corruzioni, grazie all’introduzione di un sistema di controllo flessibile, in grado di individuare, affrontare ed addirittura prevenire possibili casi di corruzione.

Moltissime organizzazioni hanno investito significative quantità di risorse e di tempo nello sviluppo di processi e sistemi di controllo interni. La ISO 37001 è stata ideata appositamente per sostenere e sviluppare questi sforzi, fornendo, allo stesso tempo, trasparenza e chiarezza sui metri di giudizio e sui controlli da eseguire, nonché istruzioni precise su come implementarli con efficacia ed efficienza.

La norma ISO 37001 aiuterà tutte le organizzazioni a prevenire o individuare ed affrontare i possibili casi di corruzione, a prescindere dalla provenienza di tale rischio, se da o per conto di un’organizzazione o dei suoi dipendenti o ancora dei soci in affari. Grazie all’utilizzo di una serie di verifiche e controlli appositi, che presuppongono e utilizzano documenti di orientamento e supporto, il sistema di gestione anti-corruzione specifica i requisiti relativi a:

• procedure e linee di condotta anti-corruzione;

• leadership, impegno e responsabilità del Top Management;

• supervisione della conformità ai requisiti, da parte di funzioni apposite o manager;

• corsi di formazione anti-corruzione;

• valutazione dei rischi e due diligence per i vari progetti e partner d’affari;

• controlli in ambito finanziario, commerciale, contrattuale e sui processi di approvvigionamento;

• reportistica, monitoraggio, indagini e revisioni;

• azioni correttive e miglioramento continuo.

Le organizzazioni certificate secondo la norma ISO 37001 da un ente di terza parte come DNV GL potranno dimostrare, a clienti e stakeholder, che i propri sistemi di gestione anti-corruzione sono risultati conformi ai requisiti previsti dallo standard.

Fonte: ISO.org DNV gl