Gluten Free

Le nuove Regole Gluten Free

Il glutine, fondamentale e potenzialmente dannosa per soggetti con celiachia o intolleranza a cereali e derivati, verrà definitivamente trattato con il Reg. (CE) 1169/2011 in quanto la sua assenza, gluten free, o presenza ridotta puògluten free essere a tutti gli effetti interpretata come utile per fasce sempre più ampie dei consumatori.

Quindi l’obiettivo fondamentale della Commissione è avere una etichettatura di semplice lettura e ugualmente univoca per tutti i consumatori. Implicitamente, la Commissione riconosce quindi la pervasività di tali allergie- intolleranze, e come standard la richiesta di informazioni in merito da parte dei consumatori. Tali aspetti non sono di poco conto, come sancito dal nuovo regolamento 828/2014, che conferma i valori soglia per definire un prodotto “senza glutine” o ancora, “a basso contenuto di glutine”
Il Food Information to Consumer Regulation (Reg. UE 1169/2011) stabiliva, peraltro, già l’obbligo dell’indicazione “positiva” del glutine (“contiene glutine”), all’articolo 9, in quanto allergene.

Nella comunicazione dell’ assenza di glutine,  non obbligatoria, sarà possibile indicare l’assenza o eventualmente la presenza ridotta di glutine, su base volontaria.

Come Comportarsi?

Fino ad oggi gli alimenti  potevano usare la menzione “gluten free, senza glutine”,  solo dietro registrazione apposita come alimenti dietetici, con le nuove normative sarà obbligatorio il rispetto del  Reg/Ce 1169.

Alimenti comuni e “vanto sulla salute”

La proposta contenuta nel RegCe 1169 e successivi atti delegati, come quello appena pubblicato (reg. 828/2014), consiste di fatto nello spostare gli alimenti senza glutine (<20 ppm) o a ridotto tenore di glutine (<100 ppm) nella categoria degli alimenti comuni.
Da un lato la previsione circa gli allergeni (che vanno comunicati a tutti i consumatori, come da reg. 1169); dall’altro, la previsione stessa del regolamento 1924 (a sua volta assunto nell’alveo del reg. 1169) in particolare al considerando 21, che prevedeva una futura armonizzazione UE per glutine e lattosio.

Tale proposta conseguentemente cancella la definizione di “prodotto dietetico” e riconduce la dicitura “senza glutine” ad una etichetta generica della normativa sull’etichettatura alimenti.

La recente storia dei prodotti per celiaci

Può essere utile ripercorrere la recente “storia” e inquadramento giuridico dei prodotti “senza glutine”o “a ridotto contenuto di glutine”. Il regolamento odierno porta infatti a compimento un processo normativo di revisione complicato da un lato dalla nuova normativa orizzontale sull’etichettatura, e dall’altro, dalla revisione circa le norme sugli alimenti destinati ad una alimentazione particolare, con una “sponda” nel campo dei claims sulla salute (come accennato sopra).

  • Il regolamento (CE) n.41/2009 della Commissione stabiliva norme armonizzate in tema di informazioni da fornire ai consumatori sull’assenza di glutine («senza glutine») o sulla sua presenza in misura ridotta («con
  • contenuto di glutine molto basso») negli alimenti. Qui sono stabilite le soglie a 20 ppm e 100 ppm (adatta anche per soggetti non celiaci ma intolleranti al glutine).
  • Nel quadro della revisione della normativa sui prodotti alimentari destinati a un’alimentazione particolare è stato poi approvato il Regolamento Ue 609/2013 (che definisce le prescrizioni in materia di composizione e di informazione per gli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia, agli alimenti a fini medici speciali e ai sostituti dell’intera razione alimentare giornaliera per il controllo del peso). I prodotti senza glutine che, prima dell’approvazione del Regolamento n.609/2013 venivano considerati prodotti destinati ad alimentazione particolare (“dietetici”), sono stati esclusi da questo ambito perché il legislatore Ue ha scelto di disciplinarne la presentazione e l’etichettatura all’interno del Regolamento Ue n.1169/2011 (Fic – Food information to consumers), il quale stabilisce semplicemente quali informazioni sugli alimenti devono essere fornite ai consumatori. Questo comporta che le norme in vigore sui prodotti senza glutine e con contenuto di glutine molto basso (Reg. Ce n.41/2009) devono essere abrogate e trasferite all’interno del Fic prima dell’entrata in vigore del Regolamento Ue n.609/2013 (cioè entro il 20 luglio 2016), ma con la garanzia che i consumatori continuino ad essere correttamente informati e non siano indotti in errore o confusi dalle informazioni sull’assenza di glutine o alla sua presenza in misura ridotta negli alimenti fornite dagli operatori del settore alimentare.
  •  Il Regolamento delegato (Ue) n.1155/2013 della Commissione ha di fatto dato potere alla Commissione di adottare atti delegati proprio circa le modalità di indicazione del glutine (ha aggiunto la lettera d) al par. 3 dell’articolo 36 del Reg. UE 1169/2011: la lettera d) riguarda le informazioni sull’assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti). La modifica dovrebbe consentire alla Commissione di stabilire condizioni uniformi in merito all’assenza di glutine o alla sua presenza in misura ridotta negli alimenti che possono essere fornite dagli operatori del settore alimentare.

Le novità ed i dubbi

Di conseguenza, il 30 luglio 2014 la Commissione ha pubblicato il Regolamento 828/2014, per dare pieno compimento ai passaggi normativi previsti (“Regolamento “relativo alle prescrizioni riguardanti l’informazione dei consumatori sull’assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti”).

A parte le soglie, che sono confermate (20 ppm e 100 ppm), la Commissione riconosce che l’avena sembra essere un cereale privo degli effetti negativi del glutine, almeno per gli intolleranti (ma non per i celiaci!) sebbene servano ulteriori studi.

Inoltre, viene chiarita la fondamentale differenza tra alimenti naturalmente privi di glutine (per i quali sembra facile arrivare a valori non oltre i 20 ppm) e invece alimenti contenenti naturalmente glutine, ma di questo privati (che sembrerebbero più adatti per prodotti soltanto “ a basso tenore di glutine”).

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Fonte: www.celiachia.it

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