News Certificazione Bio

Le misure contro i furbetti del Bio

Il mercato Bio sia riguardante i prodotti agricoli che quelli dei reparti dell’industria alimentare è un vero e proprio traino per il consumo interno ed esterno nazionale di tali prodotti, infatti, la crescita di questo comparto in Italia è pienamente in doppia cifra. Seppur noi, di Sistemi & Consulenze, non crediamo nella certificazione Biologica fine a  se stessa, che fino ad adesso molto spesso era gestita troppo superficialmente da taluni enti,  ma ‘Gestita’ dentro uno schema alimentare più ampio, che sia una ISO/FSSC 22000, una certificazione di filiera ISO 22005, o uno standard internazionale per la sicurezza alimentare BRC, IFS, Global GAP, notiamo sempre più aziende interessate a  questi ‘Riconoscimenti’ che non hanno solamente un valore ‘Chimico’ ma, grazie agli interventi sempre più cospicui dell’organo di accreditamento ACCREDIA, di vere e  proprie gestioni, indirizzi comportamentali e  di sostenibilità.

Ma perché i mercati Bio stanno crescendo?

Negli ultimi anni la sensibilizzazione dei mercati sia locali sia internazionali che della GDO  sono stati influenzati dalla maggiore attenzione dei consumatori e  delle loro richieste, volte al consumo di alimenti sani, sempre meno addizionati di sostanze potenzialmente pericolose, con un concetto di genuinità organica derivante da coltivazioni e  o processi sempre più vicini a  quelli tradizionali e  rispettanti della stagionalità e  della natura.

La normativa di riferimento per il regolamento biologico europeo è Reg. CE 834/07 e Reg. CE 889/08 che definisce i comportamenti da tenere inerenti a  queste tipologia di produzioni, oltre ciò si Biovanno ad intersicare il Reg CE 528 sui Biocidi ed i comportamenti relative alle norme tecniche della disinfestazione.

Gli scandali

E’ di ovvia comprensione che in valore aggiunto di una  produzione Bio rispetto ad una convenzionale abbia costi maggiori, e  come sempre dietro ogni possibile introito, in questo caso vera e  proprie frode alimentare, ci si nascondono figure losche che commercializzano prodotti provenienti da sostituzione, adulterazione e  sofisticazione, quindi, il rischio per queste produzioni molto spesso è quello della tutela legale, della perdita di identità del prodotto, argomentazioni trattare dal Reg ce 834, dai regolamenti tecnici degli enti di controllo e  dalle norme della sicurezza alimentare BRC IFS riguardanti la Food Defense e la Vulnerabilità del prodotto.

In poche parole l’azienda deve dare evidenza dalla produzione o dall’acquisto di una materia Biologica, oltre i processi agricolo integrati consentiti, come protegge la stessa da possibili contaminazioni con merce ‘convenzionale’ durante tutta la filiera, deve tenere e  dare evidenza dei processi di compartimentazione, sanificazione, pest control, gestione emergenze, tenuta dei registri di carico e  scarico, documentazioni Pal e  Pap coerenti con le produzioni o commercializzazioni.

Alcune contromisure:

L’ente di accreditamento Accredia sta allineando sempre di più i regolamenti relativi alle produzioni biologiche ed ai loro controlli, dopo gli ultimi scandali relativi all’industria alimentare, nei settori olio, vino e  farine ha messo in atto un politica di divisione tra le figure che effettuano consulenza e  quelle che effettuano Audit e  disponendo con gli organi di controllo sotto riportiamo documento dell’ente ICEA quanto segue:

in ottemperanza alla Circolare Accredia n. 04/2017 del 16.02.2017 riguardante la valutazione degli operatori biologici nella qualifica dei loro fornitori, pur consapevoli di richiedere un nuovo e importante sforzo organizzativo, comunichiamo gli adempimenti previsti, utili quali misure preventive, per mitigare il rischio di illeciti perpetrabili nel settore biologico. Gli adempimenti che seguono devono essere applicati da tutti gli operatori che producono, immagazzinano, trasformano e commercializzano prodotti rientranti nelle filiere a rischio (cereali, soia e altre proteaginose, olio extra vergine di oliva e pomodoro da industria): 1. gli operatori devono, oltre a richiedere il documento giustificativo ed il certificato di conformità al fornitore, verificare sul sistema SIB  (http://www.sian.it/aBiologicoPubb/start.do) la rispondenza di detti documenti e mantenerne evidenza oggettiva; 2. l’operatore, nella veste di acquirente, deve informare immediatamente ICEA delle transazioni in atto relative alle filiere a rischio;  3. gli operatori delle filiere a rischio, nella veste di fornitori, devono trasmettere ai loro acquirenti il documento giustificativo ed il certificato di conformità, nonché informare immediatamente ICEA che verificherà la congruità di quanto dichiarato anche tramite i PAP annuali di produzione; L’Autorità Competente ritiene che le filiere a rischio (comprensive della soglia critica dei quantitativi) a cui si debbano applicare gli adempimenti sopra indicati, sono le seguenti:

  • Cereali, soia e altre proteaginose          40   TON   Per transazioni con il medesimo operatore
  • Olio extra vergine di oliva  15   TON   Per transazioni con il medesimo operatore
  • Pomodoro da industria 300 TON  Per transazioni con il medesimo operatore
  • Riso 15   TON   Per transazioni con il medesimo operatore

Prescrizioni Generali sul bio Coerentemente con quanto previsto al punto 9 del Regolamento Tecnico Interno per la certificazione ICEA Reg. CE 834/07 (M.0202), gli adempimenti e procedure descritte nella presente comunicazione sono da intendersi MODIFICHE AL SISTEMA DI CONTROLLO ed entrano in vigore dopo il decimo giorno (10) dalla data di ricevimento della presente. La mancata applicazione degli adempimenti sopra previsti comporta la notifica di una Non Conformità.

Per i Produttori Agricoli bio Al fine di agevolare gli Operatori Produttori Agricoli rientranti nelle filiere a rischio, ICEA ha predisposto un’apposita interfaccia sul portale WICEA che permette di registrare le vendite e comunicare all’Organismo di Controllo, in tempo reale, le quantità di prodotto vendute.

Sebbene questo software sia proposto e consigliato in modo generalizzato per tutte le produzioni, al momento il suo impiego è richiesto obbligatoriamente solo per le tipologie produttive appartenenti alle filiere a rischio:  cereali, soia e altre proteaginose, olive da olio e pomodoro da industria. Alla piattaforma informatica si accede tramite l’area riservata del gestionale web ICEA . Per chi ancora non dispone delle credenziali di accesso può richiederle al nostro ufficio regionale di competenza. Terminata l’operazione di registrazione della transazione è possibile stampare il Documento accompagnatorio di prodotto biologico che riporta tutti i riferimenti richiesti dalla normativa del biologico (vedi art.31 del Reg. CE 889/08).

Per i Preparatori bio (MAGAZZINAGGIO, TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE) Gli Operatori rientranti nelle filiere a rischio devono registrare tutti i movimenti di acquisto e vendita tramite l’apposito software Registro Aziendale Informatizzato (RAI) messo a disposizione gratuitamente da ICEA. Il sistema RAI permette all’Operatore di vendere i prodotti riportati nel Certificato di Conformità in corso di validità purché ci sia corrispondenza con il carico/acquisto dello stesso prodotto o materia prima in magazzino.  Gli operatori rientranti nella filiera di Prodotto “Cerealicolo, Soia e Proteaginose” hanno l’obbligo di aderire alla piattaforma informatica (FIP) per l’inserimento delle transazioni (vedi addendum contrattuale ICEA).

Link Utili: Sistemi & Consulenze

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