Le Analisi HACCP

Le Analisi Haccp senza valore

Argomentazione spinosa quella relativa all’ambito delle analisi haccp di laboratorio sia che si parli di Sicurezza Alimentare sia che si parli di igiene del processo.Le Analisi Haccp

Quante volte durante un’ audit ci troviamo di fronte a  dei piani di analisi, ed a  dei referti con tanti punti di domanda?

Molte volte… ma ovviamente l’attenzione va sui dati relativi al contenuto di tali referti, quindi alle matrice ricercate , secondo l’individuazione dell’analisi dei rischi, i limiti, le normative di riferimento e  le norme per l’effettuazione delle prove, ci limitiamo ad individuare che il laboratorio sia accreditato Iso 17025 e  verifichiamo ciò sul sito di Accredia.

Tutto ciò può bastare?

Decisamente no, e  più si ha a che fare con prodotti sensibili da analizzare più tutto ciò non è sufficiente.

Porteremmo una bilancia a  far piombare da un laboratorio? Senza poi avere una procedura o gli addetti all’istallazione? No e  perché? Perché il peso, per esempio, di una bilancia metrica, che pesa il prodotto confezionato, è un dato che ha un valore legale ed è fondamentale che la bilancia sia piombata, anti manomissione e  stabile.

Quindi che cosa succederebbe se io prelevassi, per esempio, del latte al mattino, con un contenitore qualsiasi  e  lo andassi a  consegnare al laboratorio la sera dopo averlo lasciato tutto il giorno in auto magari.

Sicuramente la prova darebbe un valore non corretto e  sicuramente il dato di quell’analisi anche se risultasse conforme ai parametri che ricerchiamo non avrebbe un valore legale al 100%.

Che cosa significa?

Che se la normativa vigente ci impone di far eseguire, da un laboratorio accreditato iso 17025, le analisi sulla sicurezza alimentare e  in molti casi sull’ igiene del processo e  delle acque, ma non definisce chi possa fare i prelievi, ed in caso di contestazioni sull’analisi, o sul prodotto o validazione dei processi, l’impossibilità da parte dell’osa di dimostrare che anche il prelievo sia stato fatto in conformità con le norme ISO vigenti e  da personale qualificato quindi non lo assolve da nessuna responsabilità anche nei confronti di un Sistema 231 Alimentare.

E questa è una piaga….

Si! Perché molto spesso aziende di consulenza molto ‘commerciali’ che accozzano servizi vendibili borderline o godenti di buchi legislativi, inviano personale non qualificato, con strumentazione ed attrezzatura adeguata a  far prelievi rischiando di vanificare ciò che le prove dovrebbero invece sostenere, quando poi effettuano realmente le analisi.

Come comportarsi?

Molto semplice, in sede di qualifica del fornitore, in questo caso di servizi, farsi inviare evidenze specifiche delle competenze su questa particolarità e  sulle risorse che effettueranno i prelievi, al prelievo l’azienda deve farsi rilasciare un verbale di prelievo attestante matrici, prodotti, con cosa è stato prelevato il o i campioni, e  chi effettua il prelievo, alla consegna dei risultati deve essere riferito come è stato effettuato il test, se il campione è stato mantenuto a  che temperatura per quanto tempo, per esempio quando si debba fare un test alla ‘fine vita’ del prodotto, insomma tutte evidenze necessarie per potersi poter difendere e  sostenere le proprie posizioni in caso di conseguenze ed avere dei dati più reali possibili.

Fonte: Sistemi & Consulenze

 

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La Futura ISO 45001

LA FUTURA ISO 45001: ITER NORMATIVO, STRUTTURA, INTEGRABILITA’

ITER NORMATIVO

Oltre 6300 lavoratori perdono la vita ogni giorno per incidenti o malattie correlati al lavoro”; questa la motivazione data dall’ISO – International Standard Organization, ente normatore Iso 45001internazionale – per lo sviluppo del nuovo standard de la Futura ISO 45001

Lo standard si prefigge l’obiettivo di essere un supporto per le aziende per migliorare la sicurezza dei lavoratori, ridurre i rischi dei luoghi di lavoro e delle mansioni, e creare migliori condizioni di lavoro. In tutto il mondo.

Questo macro obiettivo si accompagna anche ad altri target, tra cui utilizzare un linguaggio semplice, declinare requisiti effettivamente flessibili ed adattabili con modalità diverse a piccole e grandi aziende, favorire la “gestione” senza che questo moltiplichi necessariamente la “documentazione”, consentire la gestione dei requisiti (anche legali) di salute e sicurezza sul lavoro senza che siano necessarie risorse aggiuntive per la gestione del sistema.

Ma possibile che finora non ci fosse uno standard simile? Eppure l’argomento è continuamente di attualità!

Il mondo della normazione non è così sprovveduto: tutt’ora infatti è applicato (con discreto successo; vedi più avanti) lo standard BS OHSAS 18001:2007. Si tratta però di uno standard non emanato dall’ISO, e per cui non vale il mutuo riconoscimento[1], come per altre norme internazionali.

Contrariamente a quanto pubblicizzazione alcuni attori del mondo delle certificazioni, lo standard ISO 45001 non è ancora stata pubblicata; bensì si trova ancora in una fase embrionale, in bozza (e gratuitamente scaricabile) alla versione 2.0, rilasciata nel maggio 2017 dalla Commissione sul quale si stanno delineando i contorni di questa futura norma.

L’iter di sviluppo è iniziato nel 2013 e la norma avrebbe dovuto vedere la luce alla fine del 2016 invece la bozza, che è stata posta a votazione a maggio 2016, è stata votata negativamente. La maggior parte dei Paesi europei – così come gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia – ha contribuito col proprio voto negativo a fermare un testo con alcune criticità e disaccordi; tra questi spiccano aspetti legati a:

  • coinvolgimento e la partecipazione e la consultazione dei lavoratori, termini a detta degli sfavorevoli “usati in maniera assolutamente fuorviante rispetto al precedente testo e senza la giusta enfasi a questo fondamentale processo che coinvolge i lavoratori, principali creditori di sicurezza e quindi anche principali protagonisti della gestione della sicurezza”
  • maggiore gestione e conoscenza dei requisiti legali
  • più spazio ai requisiti relativi alla formazione dei lavoratori

La Commissione ha migliorato il primo DIS – Draft International Standard, portato una seconda versione del draft ISO/DIS 45001.2 nell’incontro di Vienna nel febbraio 2017 dell’ISO/PC 283/WG1; è stato quindi emesso il secondo, poi reso disponibile dal marzo 2017 a tutti gli Organismi Normativi nazionali membri (per l’Italia l’UNI), per la produzione del testo tradotto nelle varie lingue; quando saranno resi disponibili le traduzioni si procederà alla votazione del secondo Draft entro il 13 luglio 2017.

Per poter revisionare i risultati dello scrutinio sul secondo DIS, sono previsti ulteriori incontri per il settembre 2017 in Malesia.

I prossimi passi potrebbero poi essere quelli di novembre 2017 per la bozza finale di Standard Internazionale (FDIS); se sarà prodotto un alto numero di commenti (che richiederebbero quindi ulteriori incontri per approfondirli), la pubblicazione potrebbe slittare al marzo 2018.

STRUTTURA E NOVITA’ DEL FUTURO NUOVO STANDARD ISO 45001

Stando a quanto si legge nei Draft finora emessi, la struttura del futuro nuovo standard ISO 45001 ricalcherà quella già adottata dalle nuove versioni della norme relative ai sistemi di gestione qualità ISO 9001:2015 e ambiente ISO 14001:2015, la High Level Structure – High Level Structure, ideata da un gruppo di lavoro (ISO/TMB/TAG13-JTCG “Joint Vision”) istituito con lo scopo di omogeneizzare le diverse norme sui sistemi di gestione. Tale struttura permette di integrare in modo agevole le norme, sviluppandosi in 10 punti con uguali contenuti declinati ognuno con target ovviamente differenziati.

Come già noto le novità più rilevanti portate dalla HLS sono:

  • introduzione nei sistemi di gestione dei concetti di rischi e opportunità, già insiti nel DNA di un sistema di gestione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ma adesso andranno sviluppati secondo le regole sistemiche di P-D-C-A, impulso di sicuro successo
  • leadership: concetto rafforzato rispetto alla attuale BS OHSAS 18001
  • Contesto, da prendere come base della valutazione dei rischi
  • Parti interessate: considerazione degli stakeolder in tutto il sistema
  • Documentazione: requisiti flessibili e poche prescrizioni, ma focus sull’efficacia del sistema
  • Parti della norma: un corpo contenente i requisiti, ed una Annex come interpretazione per facilitare l’applicazione

TRANSIZIONE DALLA 18001 ALLA 45001

C’è tempo quindi ancora per adeguarsi. Anzi: c’è tempo ancora per studiare, metabolizzare e comprendere come applicare la norma, considerato che ancora non è stata pubblicata la norma ufficiale!

Si può prendere come esempio la situazione delle nuove versioni delle norme ISO 9001 e ISO 14001; se sarà ricalcato quell’impronta, le aziende già certificate secondo la OHSAS 18001 avranno un triennio dall’emissione per adeguarsi alla futura nuova norma.

Una volta transitato il certificato alle nuove norme, nel mondo dei “certificati accreditati” le aziende avranno uno strumento riconosciuto da tutti i paesi del mondo.

[1] [1] Accordo con cui i Paesi, attraverso i propri enti di Accreditamento, riconoscono vicendevolmente i certificato emessi negli altri Paesi

Fonte: Sistemi & Consulenze

 

Sistemi & Consulenze nella Famiglia di San Patrignano

Nella Famiglia di San Patrignano

Dopo la visione di un programma televisivo ero curiosamente affascinato dal lavoro che veniva portato avanti alla comunità di San Patrignano, senza riuscire a  comprenderne veramente le profondità.

Rimasi colpito la prima volta che entrai a  San Patrignano ma non dalla visione che si ha molto spesso delle comunità, quella relativa agli aiuti, alla misericordia, sofferenza,  sensazioni che spesso sono passive e  dalle quali non si vedono mai, o molto di rado, processi di recupero o miglioramento delle persone, mi disarmò l’ironia.

Come può venire in mente di chiamare la rivendita di prodotti ai piedi di una comunità di recupero per la tossicodipendenza ‘SPACCIO’? Comunicazione fantastica pensai, ma rimasi sicuramenteSan Patrignano colpito alle scritte scolpite sulla soglia delle porte di ingresso ONESTA’ e DIGNITA’.

ONESTA’- L’onestà indica la qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, leale e trasparente, in base a princìpi morali ritenuti universalmente validi. Questo comporta l’astenersi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che si esercita ed all’ambiente in cui si vive.

DIGNITA’- Con il termine dignità, ci si riferisce al valore intrinseco dell’esistenza umana che ogni uomo, in quanto persona, è consapevole di rappresentare nei propri principi morali, nella necessità di liberamente mantenerli per sé stesso e per gli altri e di tutelarli nei confronti di chi non li rispetta.

San PatrignanoLa Comunità di San Patrignano è il più importante centro antidroga di tutta Europa ed ospita oltre 1.300 ragazzi.

Dal 1978 ad oggi, San Patrignano ha accolto in forma totalmente gratuita, senza oneri né per le famiglie né per lo Stato, oltre 26.000 persone provenienti da centinaia di diverse nazioni, offrendo loro una casa, l’assistenza sanitaria e legale, la possibilità di studiare, di imparare un lavoro e reinserirsi pienamente nella società al termine del percorso di recupero.

Secondo una ricerca effettuata dall’Università di Bologna, che ha monitorato un gruppo di ex ospiti della comunità a cinque anni dal loro reintegro nella società, il 72% dei ragazzi che terminano positivamente il percorso non ricadono nel problema della tossicodipendenza

Si potrebbe pensare quindi che nella comunità si lavoricchi e  si creino prodotti scadenti utili solamente a  raggranellare soldi sfruttando una situazione sociale complicata ma niente è più lontano dalla realtà.

La Sanpa Valley è formata da un agglomerato di aziende che talune servono per il mantenimento dei servizi interni per esempio gestione verde, elettricisti, manutentori, idraulici, ecc…, altre rivolte sia al consumo interno sia al commercio esterno per esempio le filiere Food, caseificio, salumeria, ortofrutta, enologia, olio, prodotti forno, grafica, ecc…. quindi un vero e  proprio ecosistema che si mantiene per il consumo interno,  e che immette sul mercato prodotti della tradizione, nel caso dei prodotti food, di altissima qualità alcuni sotto disciplinari DOP come lo Squacquerane.

Una grande famiglia una grande scuola

Per chi ha avuto la fortuna di pranzare nella sala grande, ha ben chiaro il concetto di famiglia, di stare tutti ad un tavolo, di ringraziare, di ascoltare tutti e  di poter essere ascoltati, questi principi, dove l’individuo si sente parte attiva e  fondamentale di un tutto, viene applicato anche alle ‘aziende’ approfondendolo durante il percorso effettuato con una formazione ed ‘addestramento’ continuo ai vari lavori assegnati, ritornando al concetto di UTILITA’ e  di DIGNITA’ tramite il lavoro e  tramite il sentirsi e  vedersi utili, una grande scuola di vita che permette di rendersi veramente conto delle proprie possibilità.

Andare oltre…

Quali sono tra i fattori più critici nell’operato della comunità dei Sanpa?

Il primo sicuramente è l’auto finanziamento, infatti non è come spesso si crede che ci siano chissà quali ‘aiuti’ di forza superiori Sanpa si autofinanzia per il circa 80%, quindi è chiaro che diventi fondamentale l’efficienza delle sua filiere interne ed è molto importante o meglio fondamentale nel concetto di ‘famiglia’ che i ragazzi siano i veri e  propri contribuenti a  questo finanziamento tramite il loro lavoro. Come maglia di una catena indistruttibile.

L’altro aspetto fondamentale è quello relativo al futuro dei ragazzi, infatti alla fine del percorso gli stessi saranno reintrodotti gradualmente nella società, e  quali sono le problematiche che riscontrano i giovani oggi giorno? Il lavoro sicuramente è la più impattante capace di compromettere tutti gli altri fattori socio comportamentali.

Quindi che cosa fa Sanpa? Da lavoro?

Assolutamente no…., ma, tramite le proprie aziende interne, insegna un mestiere, infatti i ragazzi durante il loro percorso

Obbiettivi futuri?

Un poco perché le richieste dei mercati e  le esigenze di esserci, autofinanziamento, lo richiedono per assicurare la sicurezza alimentare, la qualità e  legalità delle produzioni, la comunità ha in atto delle forti politiche di miglioramento implementando nelle filiere food, vitivinicolo, lattiero caseario, salumeria, prodotti da forno la norma internazionale per la sicurezza alimentare ISO 22000 , questo non solo per gli aspetti sopra citati nei clienti dei consumatori, ma anche per dare la possibilità ai ragazzi di avere delle esperienze molto approfondite in queste tematiche, affiancati da consulenti, dove si va ben oltre al fare ma si punta all’ottimizzazione ed al miglioramento dei processi, esperienze ‘vendibili’ nel panorama esterno che richiede sempre più tali competenze.

Quindi da un pregiudizio , da una criticità e  lo studio di essa siamo arrivati alla ricerca ed al miglioramento delle eccellenze, noi di Sistemi & Consulenze siamo lieti di mettere a  disposizione la nostra competenza, ricevendo umanamente più di quanto avremmo potuto immaginare.

Dai il tuo abbraccio alla Comunità di San Patrignano Dona il tuo 5×1000!!

Fonte: SANPA

La catena del freddo

Le lavorazione sotto mantenimento catena del freddo.

Il mantenimento della catena del freddo, gestito con procedure, attrezzature e  strumentazioni efficienti e  tarate, consente alle derrate alimentari, soggette, il mantenimento della conformità e  della non prolificazione e  riprolificazione di microrganismi che possono risultare pericolosi per la salute umana o che possono influire sulle  qualità organolettiche delle stesse.

Taluni processi prevedono uno stoccaggio delle materie prime, quindi precedente alla lavorazione ed uno stoccaggio postumo al confezionamento a  temperature legalmente normate.catena del freddo

Ma quando ci si trova ad effettuare lavorazioni in periodo di sosta prodotto nelle celle refrigerate o negative? Come ci si deve comportare?

Facciamo un esempio:

L’azienda xxx effettua la produzione di prodotti caseari a  pasta filata, il confezionamento avviene postumo alla produzione dopo uno stoccaggio a  temperatura refrigerata di minimo di 48 ore, l’ azienda effettua un confezionamento termo retrattile dei prodotti con passaggio in un forno per il packaging. Che tipologia di rischio viene individuato?

Tralasciando i rischi di tipologia chimica relativa alla trasmigrazione del packaging, dove viene effettuata una valutazione a  monte,  e  di tipo fisico per la gestione dei corpi estranei, metal detector, ecc, il rischio più chiaro è quello relativo alla possibile ripropagazione microbiologica dovuta alla permanenza fuori cella refrigerata del prodotto, al passaggio dei prodotti dentro il forno retrattile ed al seguente imballaggio magari in cartoni ed una permanenza prolungata nell’area confezionamento pima di un rientro in cella refrigerata.

Conseguentemente si possono prendere 2  strade:

  1. Può essere considerata la possibilità di far effettuare il confezionamento in una cella che si avvicina alla temperatura della cella di sosta;
  2. Oppure può essere creata una procedura di confezionamento ad ok inserendo una temperatura massima di esercizio dell’aria di confezionamento definendo anche i tempi massimi di sosta del prodotto in questa zona prima che lo stesso debba essere reintrodotto, per prevenire la riprolificazione microbiologica, nella cella refrigerata, questa procedura ovviamente deve essere validata e monitorata o meglio controllata per esempio con dei Timer che avvertono gli addetti del superamento delle soglie, temperatura e tempo, definite.

QUINDI…

Questo rischio deve essere valutato ed il rischio ovviamente aumenta nel caso di lavori prodotti surgelati e o prodotti Ready to Eat!!!

Fonte: Sistemi & Consulenze

News Certificazione Bio

Le misure contro i furbetti del Bio

Il mercato Bio sia riguardante i prodotti agricoli che quelli dei reparti dell’industria alimentare è un vero e proprio traino per il consumo interno ed esterno nazionale di tali prodotti, infatti, la crescita di questo comparto in Italia è pienamente in doppia cifra. Seppur noi, di Sistemi & Consulenze, non crediamo nella certificazione Biologica fine a  se stessa, che fino ad adesso molto spesso era gestita troppo superficialmente da taluni enti,  ma ‘Gestita’ dentro uno schema alimentare più ampio, che sia una ISO/FSSC 22000, una certificazione di filiera ISO 22005, o uno standard internazionale per la sicurezza alimentare BRC, IFS, Global GAP, notiamo sempre più aziende interessate a  questi ‘Riconoscimenti’ che non hanno solamente un valore ‘Chimico’ ma, grazie agli interventi sempre più cospicui dell’organo di accreditamento ACCREDIA, di vere e  proprie gestioni, indirizzi comportamentali e  di sostenibilità.

Ma perché i mercati Bio stanno crescendo?

Negli ultimi anni la sensibilizzazione dei mercati sia locali sia internazionali che della GDO  sono stati influenzati dalla maggiore attenzione dei consumatori e  delle loro richieste, volte al consumo di alimenti sani, sempre meno addizionati di sostanze potenzialmente pericolose, con un concetto di genuinità organica derivante da coltivazioni e  o processi sempre più vicini a  quelli tradizionali e  rispettanti della stagionalità e  della natura.

La normativa di riferimento per il regolamento biologico europeo è Reg. CE 834/07 e Reg. CE 889/08 che definisce i comportamenti da tenere inerenti a  queste tipologia di produzioni, oltre ciò si Biovanno ad intersicare il Reg CE 528 sui Biocidi ed i comportamenti relative alle norme tecniche della disinfestazione.

Gli scandali

E’ di ovvia comprensione che in valore aggiunto di una  produzione Bio rispetto ad una convenzionale abbia costi maggiori, e  come sempre dietro ogni possibile introito, in questo caso vera e  proprie frode alimentare, ci si nascondono figure losche che commercializzano prodotti provenienti da sostituzione, adulterazione e  sofisticazione, quindi, il rischio per queste produzioni molto spesso è quello della tutela legale, della perdita di identità del prodotto, argomentazioni trattare dal Reg ce 834, dai regolamenti tecnici degli enti di controllo e  dalle norme della sicurezza alimentare BRC IFS riguardanti la Food Defense e la Vulnerabilità del prodotto.

In poche parole l’azienda deve dare evidenza dalla produzione o dall’acquisto di una materia Biologica, oltre i processi agricolo integrati consentiti, come protegge la stessa da possibili contaminazioni con merce ‘convenzionale’ durante tutta la filiera, deve tenere e  dare evidenza dei processi di compartimentazione, sanificazione, pest control, gestione emergenze, tenuta dei registri di carico e  scarico, documentazioni Pal e  Pap coerenti con le produzioni o commercializzazioni.

Alcune contromisure:

L’ente di accreditamento Accredia sta allineando sempre di più i regolamenti relativi alle produzioni biologiche ed ai loro controlli, dopo gli ultimi scandali relativi all’industria alimentare, nei settori olio, vino e  farine ha messo in atto un politica di divisione tra le figure che effettuano consulenza e  quelle che effettuano Audit e  disponendo con gli organi di controllo sotto riportiamo documento dell’ente ICEA quanto segue:

in ottemperanza alla Circolare Accredia n. 04/2017 del 16.02.2017 riguardante la valutazione degli operatori biologici nella qualifica dei loro fornitori, pur consapevoli di richiedere un nuovo e importante sforzo organizzativo, comunichiamo gli adempimenti previsti, utili quali misure preventive, per mitigare il rischio di illeciti perpetrabili nel settore biologico. Gli adempimenti che seguono devono essere applicati da tutti gli operatori che producono, immagazzinano, trasformano e commercializzano prodotti rientranti nelle filiere a rischio (cereali, soia e altre proteaginose, olio extra vergine di oliva e pomodoro da industria): 1. gli operatori devono, oltre a richiedere il documento giustificativo ed il certificato di conformità al fornitore, verificare sul sistema SIB  (http://www.sian.it/aBiologicoPubb/start.do) la rispondenza di detti documenti e mantenerne evidenza oggettiva; 2. l’operatore, nella veste di acquirente, deve informare immediatamente ICEA delle transazioni in atto relative alle filiere a rischio;  3. gli operatori delle filiere a rischio, nella veste di fornitori, devono trasmettere ai loro acquirenti il documento giustificativo ed il certificato di conformità, nonché informare immediatamente ICEA che verificherà la congruità di quanto dichiarato anche tramite i PAP annuali di produzione; L’Autorità Competente ritiene che le filiere a rischio (comprensive della soglia critica dei quantitativi) a cui si debbano applicare gli adempimenti sopra indicati, sono le seguenti:

  • Cereali, soia e altre proteaginose          40   TON   Per transazioni con il medesimo operatore
  • Olio extra vergine di oliva  15   TON   Per transazioni con il medesimo operatore
  • Pomodoro da industria 300 TON  Per transazioni con il medesimo operatore
  • Riso 15   TON   Per transazioni con il medesimo operatore

Prescrizioni Generali sul bio Coerentemente con quanto previsto al punto 9 del Regolamento Tecnico Interno per la certificazione ICEA Reg. CE 834/07 (M.0202), gli adempimenti e procedure descritte nella presente comunicazione sono da intendersi MODIFICHE AL SISTEMA DI CONTROLLO ed entrano in vigore dopo il decimo giorno (10) dalla data di ricevimento della presente. La mancata applicazione degli adempimenti sopra previsti comporta la notifica di una Non Conformità.

Per i Produttori Agricoli bio Al fine di agevolare gli Operatori Produttori Agricoli rientranti nelle filiere a rischio, ICEA ha predisposto un’apposita interfaccia sul portale WICEA che permette di registrare le vendite e comunicare all’Organismo di Controllo, in tempo reale, le quantità di prodotto vendute.

Sebbene questo software sia proposto e consigliato in modo generalizzato per tutte le produzioni, al momento il suo impiego è richiesto obbligatoriamente solo per le tipologie produttive appartenenti alle filiere a rischio:  cereali, soia e altre proteaginose, olive da olio e pomodoro da industria. Alla piattaforma informatica si accede tramite l’area riservata del gestionale web ICEA . Per chi ancora non dispone delle credenziali di accesso può richiederle al nostro ufficio regionale di competenza. Terminata l’operazione di registrazione della transazione è possibile stampare il Documento accompagnatorio di prodotto biologico che riporta tutti i riferimenti richiesti dalla normativa del biologico (vedi art.31 del Reg. CE 889/08).

Per i Preparatori bio (MAGAZZINAGGIO, TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE) Gli Operatori rientranti nelle filiere a rischio devono registrare tutti i movimenti di acquisto e vendita tramite l’apposito software Registro Aziendale Informatizzato (RAI) messo a disposizione gratuitamente da ICEA. Il sistema RAI permette all’Operatore di vendere i prodotti riportati nel Certificato di Conformità in corso di validità purché ci sia corrispondenza con il carico/acquisto dello stesso prodotto o materia prima in magazzino.  Gli operatori rientranti nella filiera di Prodotto “Cerealicolo, Soia e Proteaginose” hanno l’obbligo di aderire alla piattaforma informatica (FIP) per l’inserimento delle transazioni (vedi addendum contrattuale ICEA).

Link Utili: Sistemi & Consulenze

I Servizi di Distribuzione

I Servizi di Distribuzione Food

Ogni qual volta ci si trovi a  lavorare con un’azienda food dopo aver analizzato tutte le varie tipologie di rischi, spesso si arriva allo scoglio relativo a i servizi di distribuzione della merce prodotta.

Ovvero: molto spesso anche aziende ben strutturate, seppur facendo un ottimo lavoro per la sicurezza qualità e  legalità dei prodotti non dà la stessa attenzione ai servizi di distribuzione della I Servizi di Distribuzionestessa, rischiando molto spesso di vanificare l’ottimo lavoro operato fino a  quel punto.

Si intende per servizi di distribuzione tutti quei servizi di supporto, dal trasporto dei corrieri, magazzini di stoccaggio, fino ai servizi di brokeraggio nazionale ed internazionale, che devono essere allineati alle indicazioni di stoccaggio e  trasporto dei prodotti che gli vengano affidati per il mantenimento di merci sicure dal punti di vista igienico sanitario e  allineate alle normative legali.

Quali sono rischi?

I rischi nell’utilizzare un servizio di distribuzione della merce non efficiente possono essere molteplici per esempio possono riguardare i non mantenimento della catena del freddo ed innescare quindi processi di riprolificazione microbica, gestione non corretta di trasporti, stoccaggi e o pest control con conseguente possibili contaminazioni dei prodotti fino alla non ‘Difesa’ della merce con possibili tentativi di furti, sostituzioni, sabotaggi o altro.

Il Concetto di Filiera quindi dovrebbe comprendere e  gestire anche i fornitori di tali servizi e  qualificarli secondo standard e  necessità richieste dai prodotti affidatagli.

La GDO internazionale sono molto anni che contempla questi aspetti avendo creato standard dedicati:

IFS International Food Standard, lo standard creato dalla GDO Franco Belga Tedesca Italiana propone per le aziende di trasporti in ambito Food lo standard Logistic.

BRC British Retail Consortium, lo standard della GDO Anglosassone lo standard Storage e  lo Standard Broken & Agent per le aziende di brokeraggio.

Quindi: Per dover assicurare al cliente prodotti Sicuri rispettanti delle definizioni di Qualità e  Legalità si devono tenere conto anche questi servizi di supporto spesso lasciati al ‘caso’ od alla ‘convenienza’ dei vettori senza preoccuparsi dei servizi offerti da queste realtà e della capacità che abbiano per tutelare i nostri prodotti.

Fonte: Sistemi & Consulenze

I corpi Estranei

I corpi Estranei

E’ oramai diventata prassi normale leggere e  sentir parlare della prevenzione del rischio chimico, derivante da residui di fitosanitari, scissioni di materiali nei prodotti o contaminazioni dirette, della prevenzione e gestione del rischio biologico derivante cattive Buone Pratiche di Produzione per l’abbattimento e  la non riprolificazione di patogeni negli alimenti, ma al rischio fisico molto spesso non viene data la stessa attenzione seppur così importante.

Per contaminazione fisica si intende l’intrusione fisica, appunto, diretta di capelli Corpi Estranei.jpg,unghie, bottoni o materiale del vestiario, materiali di confezionamento, insetti o parti di esso, corpi che possono venire da parti di macchinario, strutture o dallo stesso prodotto che stiamo lavorando, i danni sicuramente sono di natura commerciale ma in alcuni casi tipo la presenza di vetro o ferro possono creare problematiche molto serie.

Come si può prevenire questa tipologia di rischio?

Gli aspetti relativi alla presenza di capelli, unghie peli e  parti di abbigliamento si gestiscono con procedure igieniche aziendali e  monitoraggi giornalieri con controlli preoperativi.

Per quanti riguarda gli infestanti tramite monitoraggi interni ed esterni da parte di un azienda di disinfestazione e  controlli preoperativi con gli aspetti su scritti.

La possibile presenza invece di parti di macchinari o contaminazione pregressa nel prodotto invece deve essere gestita oltre che con i controlli preoperativi anche con controlli più specifici per esempio:

Vetro, Plastiche dure e  materiali friabili

Per quanto riguarda questo rischio che ha una gravità estrema, relativa ai danni che può apportare l’ingerimento degli stessi, si deve procedere con una mappatura della presenza dei vetri , plastiche dure e  materiali friabili, elaborare magari una planimetria,  da verificare secondo la valutazione dei rischi relativa alla collocazione, alla possibilità di rottura, ed ai danni che possa arrecare, oltre che tenerne contro nei controlli preoperativi. Nell’eventualità di sistemi di imbottigliatura dove getti di acqua e  sostanze o aria servano a  prevenire ed escludere la presenza di peli di vetro derivanti dalla fabbricazioni questi sistemi devono essere validati e  mantenuti in buono stato di efficienza tarando per esempio anche i manometri.

Metalli

Per gli aspetti relativi ai metalli oltre al monitoraggio delle attrezzature secondo il piano di manutenzione, ed al controllo di conformità preoperativa, si rende necessario l’acquisizione di sistemi automatici, metal detector, magneti, per la segnalazione della presenza di metalli nella merce, questi sistemi devono avere un controllo continuo di validazione, tramite prodotti test,  e  i sensori devono essere tarati.

Vagli/Filtri/Bagni

Attrezzature volte ad impedire a  corpi estranei tipo grumi di prodotto, sassi, legname, di proseguire nella linea di produzione da mantenere in buono stato di efficienza.

Formazione

La formazione delle risorse deve essere fondamentale anche questi aspetti per tutte le procedure di riconoscimento dei corpi estranei, per le operazioni da effettuare in casi di emergenza vetri rotti o rottura di un macchinario o altro, fino all’uso di materiali riconoscibili, detectabili o comunque sia autorizzati dalla direzione aziendale.

Fonte: Sistemi & Consulenze